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NOTA BIOGRAFICA


Sono nato in Veneto nel 1977.

Ho una laurea in Giurisprudenza (2001), un baccalaureato in Filosofia (2011) e un Master in Business Administration (2016).

Dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena (1996-1998) e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma (1998-2001), ho prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri in Sardegna, Calabria e Lombardia, congedandomi nel 2007 con il grado di capitano. Attratto dalla vita monastica, fra il 2001 e il 2002 ho vissuto per alcuni mesi presso l’abbazia trappista di Tamié, sulle Alpi della Savoia, in Francia. Ho proseguito la mia ricerca vocazionale tra i certosini. Nel 2007 sono entrato nella Compagnia di Gesù, frequentandone il noviziato e, successivamente, lo scolasticato (2009-2011). Dopo aver lasciato la vita religiosa, ho lavorato in ambito aziendale a Milano fino al 2016.

Dal 2017 mi dedico alla scrittura. Nei miei libri affronto temi legati alla storia, all’etica e all’educazione civica, con una particolare sensibilità per le questioni sociali, la formazione della persona e i percorsi di crescita. Mi interesso soprattutto al mondo degli adolescenti e alle sfide che accompagnano il passaggio all’età adulta: la costruzione dell’identità, la ricerca di senso, il rapporto con gli altri, la responsabilità e la libertà.
Andrea Franzoso

I MIEI LIBRI


Andrea Franzoso
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La Costituzione allo specchio
I principi fondamentali e le sfide del mondo di oggi.
(2026)
Per osservare da vicino i principi che informano la nostra Repubblica e scoprire da dove veniamo, dove siamo arrivati e quanta strada c'è ancora da fare. Con questo libro Andrea Franzoso ci accompagna alla scoperta della nostra Carta fondamentale alla luce della realtà complessa e sfaccettata in cui viviamo e alle sfide di ogni giorno.
E lo fa attraverso alcune parole-chiave: Repubblica, Costituzione, Democrazia, Lavoro, Diritti e Doveri, Memoria e Radici, Solidarietà, Uguaglianza, Minoranze linguistiche, Confessioni religiose, Cultura e Paesaggio, Integrazione e Cittadinanza, Pace, Tricolore, Libertà, Famiglia, Scuola, Salute... Pensato per i ragazzi e gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado, affronta temi cruciali senza rinunciare ad affrontare le questioni più delicate e controverse, smascherando piccole e grandi ipocrisie, sollevando dubbi, chiarendo possibili fraintendimenti, offrendo prospettive diverse da cui osservare gli avvenimenti e anche - perché no? - l'occasione per un esame di coscienza. Uno strumento prezioso per decifrare il mondo in cui viviamo, esercitare lo spirito critico, stimolare la riflessione e il confronto.
A corredo del testo, gli insegnanti hanno a disposizione delle schede didattiche.
Lo chiamavano Tempesta
Storia di Giacomo Matteotti che sfidò il fascismo.
(2024)
Con la fine di Matteotti, sequestrato e ucciso da cinque sicari il 10 giugno 1924, comincia per l’Italia la dittatura fascista. In queste pagine viene raccontata la vita del deputato socialista – di carattere tanto energico, combattivo e rigoroso da essere soprannominato “Tempesta” – che ha difeso la nostra libertà minacciata. Dalle prime esperienze nel Polesine alla lotta per la giustizia sociale, dall’amore per la moglie Velia a quello per lo studio, la scuola e la pace, Matteotti si è sempre speso senza risparmio.
Tra i primi a comprendere la vera natura del fascismo, non ha esitato a denunciarne la violenza, i soprusi e il malaffare, divenendo il più temibile avversario di Mussolini. L’autore qui ricostruisce passo dopo passo il piano squadrista per eliminarlo, assieme agli eventi successivi che hanno fatto da spartiacque nella storia del nostro Paese: le reazioni politiche e l’Aventino, le indagini sul delitto e il processo-farsa, fino all’assunzione di responsabilità di Mussolini e la soppressione dei diritti.
Un libro che celebra il coraggio di Giacomo Matteotti, ma soprattutto una grande lezione di etica e di educazione civica per tutti.
Ero un bullo
La vera storia di Daniel Zaccaro.
(2022)
Daniel vive a Quarto Oggiaro, periferia di Milano. In famiglia il clima è teso, pochi soldi e continui litigi. Cresce nei cortili delle case popolari, ama il calcio e in campo è il più forte, tanto che a dieci anni gioca con la maglia dell’Inter. Le aspettative su di lui sono altissime, e non vuole deluderle. Ma quando, durante una partita, Daniel manca il goal decisivo, il sogno di diventare un calciatore famoso è infranto per sempre. Alle medie Daniel è un bullo temuto da tutti, carico di rabbia e aggressività. Sente che l’unico modo per guadagnarsi il rispetto è incutere paura e non temere niente, neanche di fare un colpo in banca. E infatti, lui le rapine arriva a farle per davvero, finché finisce al Beccaria, il carcere minorile. È considerato un ragazzo perduto, irrecuperabile. A segnare la svolta, l’incontro con don Claudio, il cappellano del carcere. Daniel viene affidato alla sua comunità, che accoglie i “ragazzi difficili”, e lentamente impara a guardare le cose da una nuova prospettiva… Un’appassionante storia vera di rinascita, amicizia e amore per la vita.
Ero un bullo è stato tradotto in svariati paesi del mondo e da esso sono stati tratti anche uno spettacolo teatrale e un Graphic Novel (De Agostini, 2025). A corredo del testo, gli insegnanti hanno a disposizione delle schede didattiche (per ottenerle, clicca qui) e una docuserie (qui) realizzata da DeA Scuola.
#Disobbediente
Essere onesti è la vera rivoluzione
(2018)
Da piccolo Andrea era obbediente, riservato, timido. Tanto che di fronte alla prepotenza non sapeva come reagire, e quando un gruppo di bulli l’ha preso di mira ha preferito cambiare scuola pur di levarseli di torno. Poi è cresciuto, ha studiato, lavorato sodo e dopo mille fatiche ed esperienze diverse ha trovato la stabilità e un posto di lavoro in un’azienda pubblica. E proprio allora, tra i suoi superiori, ha incrociato altri bulli, che approfittavano delle loro posizioni di vertice per imporre le loro regole e tessere i loro giochi di potere. Uno di questi, il presidente, rubava: utilizzava i soldi dell’azienda per spese personali, sotto gli occhi di molti colleghi che fingevano di non vedere, per indifferenza o paura. Questa volta Andrea ha deciso di reagire e ha denunciato tutto, senza preoccuparsi delle conseguenze e delle ritorsioni, che inevitabilmente sono arrivate. Da quel giorno la sua vita è cambiata, ma nel modo più imprevedibile. Ha scoperto che non puoi essere davvero libero se non sei onesto con te stesso e con gli altri. E che spesso il nemico più grande non è il bullo ma la paura: sconfitta quella, ti si apre un universo di possibilità.
Il disobbediente
Trovare il coraggio di denunciare quando tutti vogliono il silenzio.
(2021)
Che cosa succede se un dipendente si accorge che il capo della sua azienda ruba e decide di non distogliere lo sguardo? Se di fronte alla scelta tra salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest'ultima? Nel febbraio 2015, Andrea Franzoso, funzionario dell'internal audit di Ferrovie Nord Milano, scopre che il presidente dell'azienda utilizza denaro pubblico per i propri interessi. Fra le "spese pazze" c'è veramente di tutto: film porno, viaggi, abiti firmati, regali ai politici amici e oltre 180 mila euro di multe accumulate da suo figlio con l'auto aziendale. Franzoso segnala il tutto internamente ma gli dicono di lasciar perdere, quindi presenta un esposto alle forze dell'ordine. Parte così un'inchiesta della procura di Milano per peculato e truffa aggravata: il presidente è costretto a dimettersi ed è rinviato a giudizio. Andrea Franzoso, invece, viene trasferito in un altro ufficio, senza più alcun compito di controllo. Attorno a lui si fa il vuoto: i colleghi gli voltano le spalle e lo isolano. Alla fine,perde il lavoro. Questo libro è il racconto di quella vicenda, e una risposta alla domanda che ci poniamo tutti: vale la pena essere onesti? Una lezione di etica e di coraggio, ma soprattutto un'iniezione di fiducia per chi pensa che l'Italia sia un Paese senza speranza. Nell'autunno 2017, l'eco mediatica suscitata da Il disobbediente ha permesso di far approvare la prima legge italiana a tutela dei whistleblower. Come scrive nella postfazione Raffaele Cantone, all'epoca presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione: «Se devo oggi individuare il fattore 'scatenante' che mise in moto quel circolo virtuoso, mi sento di poterlo individuare in questo libro e nella risonanza che ebbe. È innegabile che la vicenda umana raccontata in queste pagine, fatta di nient'altro che onestà e senso del dovere, è stata in grado di fare breccia laddove tante argomentazioni giuridiche, benché di assoluta ragionevolezza, non erano riuscite».

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